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Travel policy Management

1.9.21

La guida completa alla Travel Policy 2026: che cos’è, cosa include e come si struttura

La travel policy aziendale è il documento che stabilisce le regole per la gestione delle trasferte di lavoro. Definisce cosa è possibile prenotare, i limiti di spesa, chi approva le trasferte, quali costi sono rimborsabili e le modalità di rimborso.

In questa guida scoprirai cos'è una travel policy aziendale, quali elementi deve contenere e come redigerla in 7 semplici passaggi.

Cos’è la travel policy aziendale

La travel policy aziendale (o politica di viaggio aziendale) è il documento interno che definisce le regole per la gestione delle trasferte di lavoro. Stabilisce come organizzare prenotazioni, approvazioni, limiti di spesa, rimborsi e misure per la sicurezza dei viaggiatori. Il suo obiettivo è triplice: controllare i costi di viaggio, semplificare i processi amministrativi e garantire una gestione più sicura ed efficiente delle trasferte.

La travel policy aziendale viene generalmente redatta dal travel manager in collaborazione con la direzione, le risorse umane e l'amministrazione. Può inoltre includere politiche specifiche, come la car policy, le procedure di rimborso spese, le linee guida di travel risk management e le misure di duty of care dedicate alla tutela dei viaggiatori.

Cosa deve contenere una travel policy aziendale: la checklist

Una travel policy aziendale completa dovrebbe rispondere in modo chiaro alle seguenti domande:

  • Prenotazioni: chi si occupa delle prenotazioni (il viaggiatore in autonomia o un referente), quale strumento utilizzare e con quanto anticipo prenotare.
  • Approvazioni: quali trasferte richiedono un'approvazione, chi deve autorizzarle e qual è il flusso di approvazione previsto.
  • Limiti di spesa: il budget massimo per voli (incluse le classi di viaggio consentite), treni, hotel (categoria e costo per notte, eventualmente differenziati in base alla destinazione) e autonoleggio.
  • Rimborsi: quali spese sono rimborsabili, quali sono escluse, come presentare le note spese, le tempistiche di rimborso e le modalità di calcolo del rimborso chilometrico.
  • Diarie e pasti: gli importi giornalieri previsti e le regole relative alle spese di rappresentanza e all'ospitalità dei clienti.
  • Pagamenti: l'utilizzo di carte aziendali o dell'anticipo da parte del dipendente, oltre all'obbligo di utilizzare strumenti di pagamento tracciabili (come previsto dalla normativa 2025).
  • Sicurezza: le procedure da seguire in caso di emergenza, i contatti di riferimento, le coperture assicurative e le misure di duty of care.
  • Bleisure: se è consentito estendere la trasferta per motivi personali e a quali condizioni.

Questa checklist può essere utilizzata come riferimento per creare una travel policy aziendale completa o come base per un fac simile di travel policy aziendale da adattare alle esigenze della propria organizzazione.

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Come scrivere una travel policy aziendale in 7 passi

1. Analizza la situazione attuale

Esamina i dati relativi agli ultimi 6-12 mesi di trasferte per capire dove si concentra la spesa, chi viaggia più frequentemente e in quali casi vengono superati i limiti di budget. Questa analisi rappresenta il punto di partenza per definire una travel policy aziendale efficace.

2. Coinvolgi i reparti interessati

Coinvolgi fin da subito amministrazione, risorse umane e i dipendenti che viaggiano con maggiore frequenza. L'amministrazione può fornire indicazioni su costi e aspetti fiscali, l'HR sul benessere dei collaboratori, mentre il feedback dei viaggiatori aiuta a creare regole realistiche e facilmente applicabili. Una travel policy aziendale imposta dall'alto rischia infatti di non essere rispettata.

3. Definisci limiti di spesa realistici

Stabilisci budget coerenti con le reali esigenze dell'azienda. Limiti troppo rigidi possono incentivare prenotazioni fuori policy. Utilizza i dati raccolti nella fase di analisi e differenzia, se necessario, i massimali in base alla destinazione o al costo della vita.

4. Scrivi regole semplici e chiare

La travel policy aziendale deve essere uno strumento pratico per chi viaggia, non un documento giuridico complesso. Utilizza un linguaggio semplice e organizza i contenuti per situazioni concrete, ad esempio: "devo prenotare un volo", "devo prenotare un hotel" oppure "ho avuto un imprevisto durante la trasferta".

5. Definisci il processo di approvazione

Specifica chi approva le diverse tipologie di trasferta, quando è necessaria un'autorizzazione e quali eccezioni sono previste. In molti casi è preferibile adottare poche regole automatiche e ben definite piuttosto che numerosi controlli manuali.

6. Automatizza l'applicazione della policy

Integrando la travel policy aziendale all'interno di una piattaforma di prenotazione, le regole vengono applicate automaticamente a ogni richiesta di viaggio. Limiti di spesa, alert, blocchi e flussi di approvazione possono essere gestiti senza interventi manuali, riducendo errori e attività amministrative.

7. Aggiornala periodicamente

Rivedi la travel policy aziendale almeno una volta all'anno per verificare che sia ancora in linea con i prezzi di mercato, la normativa vigente e le esigenze dell'azienda. Analizzare le prenotazioni effettuate fuori policy permette inoltre di capire se sia necessario modificare le regole o migliorare il processo di gestione delle trasferte.

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Fac-simile di travel policy aziendale

Di seguito trovi un fac simile di travel policy aziendale da utilizzare come base e personalizzare in funzione delle esigenze della tua organizzazione.

1. Scopo e destinatari

Definisci a chi si applica la travel policy aziendale (dipendenti, collaboratori, consulenti o ospiti) e per quali tipologie di trasferta, ad esempio nazionali, internazionali o entrambe.

2. Processo di prenotazione e approvazione

Esempio: "Le trasferte con un costo stimato inferiore a 500 € possono essere prenotate in autonomia tramite la piattaforma aziendale. Per importi superiori è richiesta l'approvazione del responsabile diretto. Le prenotazioni devono essere effettuate con almeno 7 giorni di anticipo."

3. Voli

Esempio: "Per i voli inferiori a 6 ore è consentita la classe economy. Per le tratte nazionali ed europee è previsto un limite di spesa di 250 €, salvo preventiva autorizzazione."

4. Treni

Esempio: "Per i viaggi inferiori a 3 ore è prevista la seconda classe o la tariffa standard. Per percorrenze più lunghe possono essere autorizzate classi superiori."

5. Hotel

Esempio: "Sono consentite strutture fino a 4 stelle, con un limite di 120 € a notte in Italia e di 180 € a notte nelle principali capitali europee."

6. Pasti e diarie

Esempio: "Le spese per i pasti sono rimborsabili fino a 40 € al giorno in Italia e fino a 60 € all'estero, previa presentazione del giustificativo e utilizzo di strumenti di pagamento tracciabili."

7. Rimborsi spese

Indica quali spese sono rimborsabili, quali sono escluse, le modalità di presentazione delle note spese e le tempistiche previste per il rimborso.

8. Sicurezza e duty of care

Specifica i contatti di emergenza, le coperture assicurative disponibili e gli obblighi di comunicazione previsti durante la trasferta.

9. Bleisure ed eccezioni

Definisci le condizioni che consentono di estendere una trasferta per motivi personali e il processo da seguire per richiedere eventuali deroghe alla travel policy aziendale.

La normativa 2025 sulla tracciabilità

Dal 1° gennaio 2025, con l'entrata in vigore della Legge 207/2024, le spese di trasferta relative a vitto, alloggio, viaggio e trasporto devono essere sostenute con strumenti di pagamento tracciabili per poter beneficiare dell'esenzione fiscale e contributiva. Le spese pagate in contanti e successivamente rimborsate diventano infatti imponibili per il dipendente.

Per questo motivo, è fondamentale aggiornare la travel policy aziendale, introducendo regole chiare sull'utilizzo di strumenti di pagamento tracciabili e privilegiando, ove possibile, pagamenti centralizzati e carte aziendali. In questo modo è possibile garantire la conformità normativa, semplificare la gestione amministrativa e ridurre il rischio di errori.

Come far rispettare la travel policy aziendale

Il rispetto della travel policy aziendale non dipende da controlli più rigidi, ma da un processo ben progettato. Se prenotare nel rispetto della policy è più semplice che farlo al di fuori delle regole, la conformità aumenta in modo naturale.

Per raggiungere questo obiettivo è importante agire su tre aspetti:

  • Scegliere uno strumento di prenotazione intuitivo, con un'ampia offerta di voli, hotel e altri servizi, così che i viaggiatori trovino facilmente le opzioni conformi alla travel policy aziendale.
  • Automatizzare l'applicazione delle regole, sostituendo i controlli manuali con limiti di spesa, flussi di approvazione e notifiche gestiti direttamente dalla piattaforma di prenotazione.
  • Monitorare le prenotazioni fuori policy, analizzandone le cause. Se le eccezioni sono frequenti, è utile verificare se il problema dipende da regole poco realistiche o da un processo che può essere migliorato, anziché attribuire la responsabilità ai viaggiatori.

Un approccio di questo tipo rende la travel policy aziendale più semplice da seguire, riduce le eccezioni e migliora il controllo dei costi senza appesantire il lavoro di chi viaggia o di chi gestisce le trasferte.

Automatizza la tua travel policy aziendale con BizAway

Con BizAway, la travel policy aziendale si configura una sola volta e viene applicata automaticamente a ogni prenotazione. È possibile impostare limiti per voli (prezzo, classe di viaggio e anticipo della prenotazione), hotel (categoria, costo per notte e regole specifiche per destinazione), treni e autonoleggio, oltre a definire flussi di approvazione personalizzati e centralizzare la fatturazione, riducendo in modo significativo la gestione delle note spese.

I dipendenti possono prenotare in autonomia scegliendo tra oltre 1,4 milioni di strutture ricettive e più di 500 compagnie aeree, mentre l'azienda mantiene il pieno controllo sul rispetto della travel policy aziendale. E quando serve assistenza, può contare su un team interno, multilingua e disponibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

Domande frequenti sulla travel policy aziendale

Cosa deve contenere una travel policy aziendale?

Una travel policy aziendale dovrebbe definire in modo chiaro le regole per prenotazioni e approvazioni, i limiti di spesa per voli, treni, hotel e autonoleggio, le modalità di rimborso e di presentazione delle note spese, le diarie, le misure di sicurezza (duty of care) e le condizioni per il bleisure. Per essere davvero efficace, dovrebbe essere concisa, scritta con un linguaggio semplice e organizzata in base alle situazioni che i viaggiatori affrontano più frequentemente.

La travel policy aziendale è obbligatoria?

No, la travel policy aziendale non è obbligatoria per legge. Tuttavia, dal 2025 l'obbligo di utilizzare strumenti di pagamento tracciabili per beneficiare dell'esenzione fiscale delle spese di trasferta rende sempre più importante definire regole chiare sulle modalità di prenotazione, pagamento e rimborso. Una policy scritta rappresenta il modo più efficace per farlo.

Chi scrive la travel policy aziendale?

La travel policy aziendale viene generalmente predisposta dal travel manager o, nelle aziende che non ricoprono questo ruolo, da figure come l'office manager, le risorse umane o l'amministrazione, in collaborazione con la direzione e il reparto finance. Coinvolgere anche i dipendenti che viaggiano abitualmente permette di raccogliere feedback utili e creare una policy più semplice da applicare.

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Federico Capellaro Siletti

Travel Manager